Buste paga più leggere a marzo: ecco perché gli stipendi saranno più bassi

Buste paga più leggere a marzo: ecco perché gli stipendi saranno più bassi

A marzo, i lavoratori dipendenti e i pensionati riceveranno una busta paga più leggera a causa della ripresa delle trattenute per le addizionali regionali e comunali, che si sommano all’Irpef.
Doppia trattenuta e riduzione dello stipendio
Ogni anno, nel cedolino di gennaio ripartono le trattenute per il saldo dell’anno precedente, mentre da marzo si aggiunge anche l’acconto per l’anno in corso. Questo significa una doppia trattenuta che comporta un netto inferiore rispetto a febbraio.
Le addizionali vengono trattenute così:
•Addizionale regionale: trattenuta in saldo da gennaio a novembre.
•Addizionale comunale: trattenuta sia in saldo (gennaio-novembre) sia in acconto (marzo-novembre).
A dicembre, invece, queste trattenute non vengono applicate, facendo risultare l’ultima busta paga dell’anno più alta.
Quanto si perde? Esempi concreti
L’impatto varia in base alla città di residenza e alla percentuale di addizionale comunale applicata.
•Roma (aliquota 0,9%)
•Un lavoratore con 30.000 euro lordi annui vedrà una trattenuta di circa 10 euro in più a marzo rispetto a febbraio.
•Milano (aliquota 0,8%)
•Un lavoratore con 50.000 euro lordi annui perderà circa 13 euro in più rispetto al mese precedente.
Effetti anche sulle pensioni
Lo stesso meccanismo si applica alle pensioni. Per esempio:
•Un pensionato con un assegno lordo di 1.500 euro a Roma avrà una trattenuta mensile di circa 5,40 euro.
•Un pensionato con 2.500 euro lordi a Milano subirà una riduzione di circa 8 euro al mese.
Dal 20 febbraio il cedolino di marzo è disponibile nel cassetto previdenziale online, mentre i pagamenti seguiranno il calendario INPS: dal 1° marzo per chi ritira la pensione in contanti alle Poste, dal 3 marzo per chi ha l’accredito su conto corrente.