
Il 2 aprile 2005, alle ore 21:37, si spegneva nella sua residenza in Vaticano Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Józef Wojtyła, dopo un pontificato lungo 26 anni. La sua morte segnò la fine di un’epoca e lasciò un profondo vuoto nel cuore di milioni di fedeli in tutto il mondo.
Eletto Papa il 16 ottobre 1978, Giovanni Paolo II fu il primo pontefice non italiano dopo oltre 450 anni. Durante il suo ministero, viaggiò in oltre 120 paesi, abbattendo barriere culturali e religiose e promuovendo il dialogo interreligioso e la pace. Contribuì in modo determinante alla caduta del comunismo nell’Europa dell’Est, in particolare in Polonia, suo paese natale, attraverso il sostegno al movimento di Solidarność.
Negli ultimi anni della sua vita, Papa Wojtyła lottò contro il morbo di Parkinson e altre gravi malattie che ne minarono progressivamente la salute. Il suo ultimo messaggio pubblico, pronunciato a fatica il 30 marzo 2005, fu un commovente segnale di vicinanza ai fedeli. Nelle ore successive alla sua morte, Piazza San Pietro si riempì di pellegrini in lacrime, uniti nella preghiera.
L’8 aprile 2005, il mondo assistette ai solenni funerali di Giovanni Paolo II, alla presenza di oltre 200 capi di Stato e di governo, un evento senza precedenti nella storia. La sua eredità rimane viva attraverso le sue encicliche, il suo impegno per i diritti umani e il suo esempio di fede e umiltà. Nel 2014, Papa Francesco lo ha proclamato santo, riconoscendo il suo straordinario impatto nella storia della Chiesa.
Papa Giovanni Paolo II ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di milioni di persone, unendo popoli e culture con il suo messaggio di amore e speranza.